Mostra Dante Montanari
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mostra dante montanariDante Montanari. L’essenziale poesia del paesaggio

a cura di Marilisa Di Giovanni e Daniela Simoni

18 dicembre 2011-19 febbraio 2012

Porto Sant’Elpidio (FM) La Piccola (Ex scalo merci della stazione ferroviaria)

La mostra è promossa e realizzata dal Comune di Porto Sant’Elpidio, con il contributo della Regione Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia di Fermo, della Provincia di Pesaro Urbino, dei Comuni di Fossombrone, di Sant’Elpidio a Mare, di Ascoli Piceno, della Camera di Commercio di Fermo, con la collaborazione della Fondazione Progetto Città & Cultura e della Associazione Amici di Dante Montanari. Il Comitato Scientifico è composto dalle curatrici Marilisa di Giovanni, storica e critica d’arte, docente di storia dell’arte contemporanea all’Università di Pavia, Daniela Simoni, storica e critica d’arte, presidente del Centro Studi Osvaldo Licini, da Francesco Rossi, storico dell’arte e museologo, già direttore della Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo, ora direttore onorario della Quadreria Cesarini di Fossombrone e da Chiara Gatti Pecco, nipote dell’artista e presidente dell’Associazione Amici di Dante Montanari. Con la mostra Dante Montanari.

L’essenziale poesia del paesaggio l’artista “ritorna” nel suo paese, dove era nato nel 1896. Vissuto a Bergamo tra il 1920 e il 1939, si era poi trasferito nel 1940 a Milano dove è rimasto fino alla scomparsa, avvenuta nel 1989. Nel corso di una lunga carriera artistica, Montanari ha partecipato a tutte le Biennali di Venezia dal 1924 al 1950 (nell’edizione del 1930 gli viene assegnato un premio), a tutte le edizioni del premio Bergamo, a quattro edizioni della Quadriennale romana e a numerose mostre nazionali e internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti. Il suo percorso si svolge tutto nell’ambito dell’arte figurativa, trovando espressione in tematiche diverse: il paesaggio in cui dà gli esiti migliori, la figura femminile, la maternità, i diseredati, la pittura sacra. “Sono nato a Porto Sant’Elpidio lungo l’Adriatico della Provincia di Ascoli Piceno, da padre romagnolo a madre marchigiana. Infanzia e adolescenza meravigliose a contatto con i figli dei pescatori protagonisti, tutti allo stesso modo, di giochi spericolati […] La zolla l’arbusto, la madia, la loro emanazione di essenziale poesia è sempre stata alla base della mia attività pittorica nella speranza di riuscire almeno in qualche momento, ad esprimerla.”

Questi appunti autobiografici di Montanari focalizzano i punti chiave della mostra: il legame con la terra d’origine e la costante attenzione per il paesaggio, presente in modo determinante anche in molti dipinti con figure. Il paesaggio come dimensione umana, sia esso evocazione delle colline o delle marine marchigiane, sia suggestione della campagna lombarda o spazio urbano, paesaggi costruiti con forme salde, con uso sapiente del colore che definisce i volumi, che suggerisce i valori atmosferici, che restituisce la poesia, una sorta di laica sacralità dei luoghi, a tratti sconfinante con la surrealtà, fino alla trasfigurazione delle vedute più tarde, in cui il dato reale perde definizione e diventa ricordo, emozione pura.

 DANTE MONTANARI

L’Essenziale Poesia del Paesaggio

La mostra comprende quaranta oli provenienti per lo più da collezioni lombarde e alcuni disegni, paesaggi che vanno dal 1912 agli anni Settanta, coprendo tutte e tre le fasi esistenziali ed artistiche di Montanari, da quella dell’infanzia a Porto S. Elpidio fino al primo dopoguerra, ovvero gli anni della formazione, al periodo bergamasco, dal 1920 al 1939, quello più stimolante sul piano culturale e più prolifico su quello creativo, fino ai decenni milanesi, dal 1940 alla morte, trascorsi cercando la solitudine all’interno del proprio studio nel cuore della metropoli, punto di incontro delle neoavanguardie, una realtà vivace e complessa con la quale Montanari dovrà comunque confrontarsi ma dalla quale prenderà nettamente le distanze, difendendo la propria libertà di rimanere al di fuori da speculazioni intellettualistiche. Della prima fase sono presenti in mostra le due tavolette Bambini al mare e Panni stesi del 1912 con un senso del colore di matrice espressionista; della seconda fase sono esposte vedute della città orobica come Borgo Canale a Città Alta del 1924 o Colle Aperto del 1929, immagini che rievocano il paese di origine come Giocando con la capretta del 1921 o Spiaggia con bimbi del 1922, dipinti connotati da un senso della luce vicino alle ricerche condotte dalla tarda Scapigliatura sui valori atmosferici come Paesaggio con temporale del 1930 o Cipressi dello stesso anno, altri vicini alle istanze novecentiste, quali Tronchi o Case rosse del 1929, anno in cui l’artista partecipa alla seconda mostra del Novecento. Fanno parte della terza fase alcuni dipinti in cui il dato naturale cede progressivamente il passo ad un morbido fluire delle forme, come Castello nel bosco del 1940 o Tramonto sul fiume del 1945; questa tendenza alla dissoluzione dei volumi si accentua nel tempo, fino a giungere a dipinti come Temporale o la serie delle Atmosfere degli anni Settanta in cui Montanari approda ad esiti quasi informali. Degli stessi anni solitarie vedute cittadine, cristallizzate in nette forme geometriche come Paesaggio urbano del 1940 e Mattino in periferia del 1948. Il catalogo contiene saggi delle due curatrici e di Francesco Rossi; le note biografiche sono a cura di Chiara Gatti Pecco.

 

INFO:

Comune di Porto Sant’Elpidio

Assessorato alla Cultura

T. 0734 908314 - 908717

www.elpinet.it