Un picchio stilizzato, per sottolineare l’unità culturale della regione segnata più di 2000 anni fa dalla civiltà picena, compare nello stemma della Regione Marche. Secondo Festo il Piceno fu così chiamato perché i Sabini che migrarono verso l’odierna Ascoli (Ausculum), avevano come insegna un picchio (picus), uccello sacro a Marte, posatosi lungo il cammino sul loro vessillo: da questo avrebbero preso il nome di Piceni o Picentes. La scoperta di numerose necropoli disseminate tra il fiume Foglia a Nord e il Pescara a Sud, in Abruzzo, ha rivelato l’esistenza, tra l’VIII e il I sec. a. C, di una facies culturale cui è stato dato il nome di civiltà picena, protagonista delle vicende storiche di parte dell’Italia centrale fino alla definitiva conquista dei territori da parte dei Romani. Tra il IV e il III sec. a. C. le Marche centro-set-tentrionali, dal Marecchia all’Esino, furono occupate dalle tribù celtiche dei Galli Senoni; i maggiori insediamenti di questo popolo, che ha lasciato splendidi oggetti di alta oreficeria, oggi visibili nel Museo Nazionale Archeologico delle Marche, sono stati registrati ad Arcevia e a Senigallia. Dopo la battaglia di Sentinum - svoltasi nel 295 a. C. tra Galli e Sanniti da un lato contro Romani e Piceni dall’altro, nell’area a cavallo tra Camerino e Sassoferrato (l’antica Sentinum) - i Romani occuparono il territorio gallico e ne vollero sottolineare la specificità culturale chiamandolo ager gallicus. Nel corso dei due secoli successivi penetrarono nel resto della regione, fondando colonie e municipi, di cui restano ancora oggi diffuse testimonianze: la strada consolare Flaminia, che collega tutt’ora Roma con Fano, la Salaria, che da Porto d’Ascoli assicurava ai Romani il sale del Mare Adriatico; i musei archeologici, di cui molti statali (Ancona, Arcevia, Urbino, Cingoli, Urbisaglia e Ascoli Piceno); il reticolato di alcune città (Pesaro, Fano, Senigallia, Jesi, Ascoli Piceno); i monumenti (Arco di Traiano di Ancona; lungo la via Flaminia Arco di Augusto a Fano, Galleria di Vespasiano nella Gola del Furlo presso Fermignano, Ponte Mallio a Cagli, Ponte Grosso a Cantiano e in località Pontericcioli; lungo la via Salaria Porta Gemina e Ponte del Solestà ad Ascoli Piceno) e i numerosi parchi archeologici (Fossombrone, Sassoferrato, Castelleone di Suasa, San Severino Marche, Urbisaglia, Falerone e Cupra Marittima). Nei teatri ed anfiteatri di epoca romana delle Marche è possibile assistere ad un’antica commedia di Plauto o ad una suggestiva tragedia greca: durante il periodo estivo infatti i luoghi delle Marche archeologiche ospitano stagioni teatrali.

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Nel sito www.cultura.marche.it è visibile online il video sulle Marche Archeologiche con approfondimenti.